Teniamo d’occhio il settore agricolo del Kurdistan

Teniamo d’occhio il settore agricolo del Kurdistan

La regione del Kurdistan ha un enorme potenziale tale da diventare un polo agricolo in Medio Oriente. Ci sono forti indicatori che l’industria agricola giocherà un ruolo di primo piano nel plasmare il futuro della regione del Kurdistan.

Kurdistan sta puntando molto sulla sicurezza alimentare, l’autosufficienza, la prosperità economica per gli agricoltori, e mira a diventare un importante produttore ed esportatore di grano, verdure, frutta, carne, latticini e pollame nella regione.
La regione del Kurdistan ha un alto potenziale grazia alla crescita della popolazione e una sempre maggiore urbanizzazione.

Il Kurdistan vanta 1,5 milioni di ettari di terre irrigate, una popolazione diversificata di bestiame, e condizioni ambientali e naturali che consentono lo sviluppo di una varietà di prodotti agricoli. Attualmente, l’industria agricola contribuisce al 10% del PIL totale.
Per tale ragione, l’industria agricola è uno dei settori prioritari di investimento da parte del KRG. Il KRG offre incentivi per investimenti efficienti e su larga scala dal 2006. Tra il 2006-2014, il KRG ha investito 704 milioni di $ nel settore agricolo. Circa $ 1 miliardi saranno spesi per lo sviluppo del settore nei prossimi 5 anni.
Inoltre, l’industria agricola è una fonte importante di occupazione nella regione del Kurdistan. Circa il 10% della popolazione vive in aree rurali e si basano su un’ agricoltura di sussistenza.
Il KRG offre sussidi agli agricoltori per una stima di circa 250 milioni di $ l’anno.
Nel piano di sviluppo del KRG tra le priorità vi è la costruzione di nuovi silos di grano e orzo. Al momento, il Kurdistan ha solo 7 silos o capannoni, e la capacità di stoccaggio è di circa 385.000 tonnellate. Tuttavia, il KRG ha piani concreti per aumentare tale capacità di 1 milione di tonnellate nel breve periodo.

 

Teniamo d’occhio il settore agricolo del Kurdistan

Teniamo d’occhio il settore agricolo del Kurdistan

APPROFONDIMENTO
Considerando che il PIL del Kurdistan risultava per il 90% dipendente dallo sfruttamento delle risorse petrolifere, l’Italia ai fini di una diversificazione delle componenti di tale PIL, e considerando il suo know how nel settore agricolo, ha realizzato il programma denominato “Sviluppo sostenibile del Settore olivicolo – oleario nella regione del Kurdistan” finanziato dalla Direzione Generale della Cooperazione allo sviluppo del Ministero degli affari esteri per un importo pari a Euro 789.874 e attuato dallo IAMB – Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura e delle Risorse Idriche della Regione del Kurdistan. L’iniziativa costituisce la prima attività della Cooperazione Italiana nella Regione kurda nell’ambito del settore olivicolo/oleario, per lo sviluppo del settore privato della filiera olivicolo – olearia.
L’obiettivo generale è il miglioramento dei livelli di sicurezza alimentare, della sostenibilità delle attività agricole e rurali, delle condizioni socio-economiche delle famiglie di olivicoltori kurdi, in ottica di far fronte ai vari cambiamenti climatici in atto, nonché sviluppare una governance partecipativa che gestisce al meglio le risorse naturali mediante l’uso delle tecniche più avanzate. Lo scopo dell’iniziativa consiste nel creare capacità istituzionale e capacità dei produttori della filiera olivicolo – olearia kurda, con particolare riferimento ai Governatorati di Erbil, Dohuk e ;Sulaimaniya.